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04 Feb

Presto webM in android

Postato da Daniele Pelleri



Presto webM in android

WebM e Google contro (quasi) tutti: si potrebbe riassumere in queste poche parole il polverone generato dal recente annuncio di Google, deciso ad abbandonare il supporto di H.264 su Chrome, per favorire la diffusione di un formato video aperto, WebM, definito da Microsoft come l’esperanto dei formati video. Ma proviamo a fare un po’ d’ordine.

Tutto inizia nel maggio 2010, in tempi non sospetti, quando Google presenta WebM alla I/O Developer Conference. Quell’annuncio di per sé non è stato una grossa sorpresa, visto che Google aveva già acquisito On2, l’azienda che ha sviluppato il codec video per WebM. Durante la stesa conferenza è stato inoltre annunciato il supporto, oltre che di Google, anche di Opera e di Firefox.

Si è trattato quindi di un progetto interessante ed ambizioso, volto a lanciare un formato video open pensato appositamente per la fruizione dei video online su HTML5.  WebM è infatti basato su due codec: VP8, il codec video, e Vorbis, il codec per la parte audio, che nel complesso consentono una riproduzione di elevata qualità, con allo stesso tempo la capacità di adattarsi alla larghezza di banda cui è connesso il dispositivo su cui il video deve essere riprodotto.

WebM è quindi un formato che si adatta benissimo anche per i device mobili, come gli smartphone, che devono connettersi a reti UMTS. Oltre che di Opera, Firefox, Chrome e Android 2.3 (su Nexus S), è stato annunciato anche il supporto di VLC, Moovida, Miro e Winamp sul lato software, oltre che di AMD, ARM e Qualcomm sul lato hardware, tanto per citare alcuni tra i supporter più noti. La lista sarebbe infatti lunga, l’elenco completo lo potete trovare a questo indirizzo.

Nel suo ultimo annuncio, Google ha dichiarato che continuerà a supportare i codec video WebM, Theora, considerando anche la possibilità di supportare anche altri codec aperti e di alta qualità in futuro. Niente da fare invece per H.264, visto che la nuova politica di Google è di supportare solamente tecnologie codec completamente aperte, l’unica via, per il colosso di Mountain View, per spingere l’innovazione.

L’annuncio di Google ha sollevato ovviamente numerose critiche ed obiezioni, tra cui la satira di Microsoft che “riscrive” il post di annuncio di Google in una sorta di lettera aperta al Presidente USA, in cui si richiede di rimuovere l’inglese a favore di lingue aperte come l’esperanto e il klingon. Al di là della satira, alcune osservazioni di John Gruber fanno riflettere, in particolare le seguenti:

-    Oltre che H.264, Chrome supporta attualmente il plugin Flash Player: rinuncerà a supportare anche questo formato? Se no, perché?
-    Android attualmente supporta H.264: questo supporto sarà rimosso anche da Android? Se no, perché?
-    Amazon, Vimeo, Netflix ed altre società ancora che supportano H.264, faranno una doppia codifica usando anche WebM? Se non lo faranno, che cosa faranno gli utenti Chrome?

Soprattutto quest’ultima domanda ci può far venire dei dubbi su quello che potrebbe essere l’effettivo successo di questa scelta di Google, molto radicale da qualsiasi punto di vista. Il formato H.264 ha in effetti raggiunto ormai una larga diffusione, grazie anche al successo dei dispostivi Apple, iPhone e iPad in primis. Come sappiamo, alla Apple hanno fatto la scelta altrettanto radicale di non supportare il formato Flash, una scelta che, visto il successo mondiale di iPhone e altri device Apple, ha spinto molti portali a rendere accessibili i loro contenuti video aodttando H.264. E’ vero che  saranno rilasciati plug-in per consentire il supporto di WebM in Internet Explorer 9 e Safari, e che la lista dei supporter di Google è già lunga, ma la strada di BigG sembra questa volta tutta in salita.

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