Marketing con i codici QR: i migliori esempi positivi e negativi
I codici QR sono ormai diventati una moda nel mobile marketing e sono sempre più le campagne che ne fanno uso. Si trovano ormai materiali, articoli e consigli su come impostare una campagna di marketing che faccia uso dei codici 2D (non solo QR codes, ma anche MS tags), ma meno spesso si trovano esempi di successo che possano essere imitati o possano dare idee per nuove campagne. Così come sono difficili da trovare esempi negativi, che fungano da “monito” ai marketer e che costituiscano modelli da non seguire. È per questo che Smartlifeblog ha pubblicato una serie di casi concreti, da prendere in considerazione e magari da analizzare ulteriormente.
Esempi positivi di marketing con i QR codes
L’esempio più brillante è probabilmente quello relativo a FirstBank, che al Denver International Airport ha installato un pannello con alcuni codici QR (vedi immagine ad inizio articolo), con i quali gli utenti possono scaricarsi il Sudoku ed alcuni e-book. Hanno infatti rilevato uno dei problemi maggiori dei propri clienti è costituito dai tempi di attesa all’aeroporto, in particolare in caso di ritardi o cancellazioni di voli. Ecco quindi che e-books e sudoku da scaricare liberamente sono un ottimo servizio per i propri clienti, che in questo modo hanno a disposizione gratuitamente oggetti mediali per trascorrere le lunghe ore di attesa.
Ma non mancano altri casi di eccellenza, come quello di MogoTix, che hanno inventato un sistema di emissione di biglietti virtuali, costituti da semplici codici QR da scaricare sul proprio smartphone. In questo modo hai il tuo codice QR personalizzato, che costituisce il tuo biglietto. Con notevoli risparmi sia in termini economici, sia in termini ambientali rispetto al tradizionale biglietto cartaceo… ed è molto più cool! E non è male nemmeno l’idea che hanno avuto alcuni ristoratori nel creare un menù con un codice QR abbinato ad ogni piatto: in questo modo gli utenti hanno la possibilità di accedere a video in HD che mostrano il processo di preparazione del piatto, nonché il suo aspetto finale. La scelta è molto intelligente, perché se le immagini nei menù si trovano solitamente nei ristoranti di basso livello, in questo modo si può avere una anteprima del piatto semplicemente senza dover inserire immagini nel menù.
Per finire con gli esempi positivi, vi lascio con un video che mostra come un creativo ha personalizzato il suo curriculum facendo uso dei codici QR. Geniale!
Esempi negativi di uso dei codici 2D
E veniamo adesso agli esempi negativi, su cui non vale forse la pena dilungarsi troppo. Smartlife, nella sua rassegna, segnala in primo luogo una sciarpa che riporta, ad una estremità, un grandissimo codice QR: non è certo molto affascinante e potrebbe essere imbarazzante trovarsi con persone accanto che cercano di scansionare la tua sciarpa, avvicinandosi con il proprio smartphone! Ed anche l’idea di pubblicare manifesti contenenti questi codici, situati nei sotterranei di una metropolitana non è molto brillante: in questi ambienti generalmente non c’è segnale, per cui si tratta di un buco nell’acqua certo!
Veniamo poi alle targhe delle auto croate: al loro interno è stato inserito un codice QR rosso, per risaltare tra le cifre e lettere nere, ma anche sullo sfondo bianco. Il code conduce ad una landing page che è relativa al sito del turismo nazionale croato, per cui questa campagna dovrebbe portare turisti in Croazia… ma non è una scelta molto felice mettere quel codice proprio sulle targhe delle auto… forse più che portare turisti, la campagna potrebbe portare ad un po’ di incidenti! Ma vi lascio con la chicca finale: una tomba, con riportato, all’esterno, un codice QR! E’ difficile da credere, ma esiste davvero: pare che il codice in questione conduca ad una pagina web sulla vita del defunto, ma riportare il codice sulla pietra pare proprio eccessivo, oltre che poco lungimirante: e se i codici QR fossero solo una moda? E soprattutto, chi terrà in vita la pagina web in questione? Chissà, tra qualche anno scansionare quel codice potrebbe portare ad un imbarazzante errore 404…
Fonte: Smartlifeblog











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