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	<title>AppsBuilder Blog &#124; ITA</title>
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		<title>SCUOLA: MIUR E VEDRÒ LANCIANO CONCORSO DIGITALE PER STUDENTI</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Oct 2012 10:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Studenti in gara per lo sviluppo di App innovative. Le migliori 10 saranno pubblicate a carico di AppsBuilder nell’App Store di Apple, nel Google Play Store e nel Windows Phone Marketplace. “App4school” è il concorso, rivolto agli studenti delle scuole superiori, che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il think net veDrò presenteranno sul portale del MIUR &#8220;Io studio&#8221;  e sul sito [...]]]></description>
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<div><em>Studenti in gara per lo sviluppo di App innovative. Le migliori 10 saranno pubblicate a carico di AppsBuilder nell’App Store di Apple, nel Google Play Store e nel Windows Phone Marketplace.</em></p>
<p>“App4school” è il concorso, rivolto agli studenti delle scuole superiori, che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il think net veDrò presenteranno sul portale del MIUR &#8220;Io studio&#8221;  e sul sito di veDrò domani, giovedì 11 ottobre.<br />
Scopo dichiarato dell&#8217;iniziativa: avvicinare i ragazzi alle tematiche inerenti alla Democrazia Digitale e fornire loro gli strumenti tecnici e culturali per un uso più intelligente dei <em>device</em> mobile.</p>
<p>“I ragazzi che parteciperanno – spiega il presidente di veDrò Benedetta Rizzo – avranno 3 mesi di tempo per sviluppare un’applicazione inerente a una categorie di interesse socialmente rilevante. In questo modo si chiederà loro di lavorare non solo sulla creatività digitale, ma anche su tematiche quali il turismo, le iniziative culturali, la scuola, la città”.</p>
<p>Il concorso è rivolto agli studenti delle Scuole Secondarie di II grado, i quali, se interessati, dovranno registrarsi sul portale “IoStudio” (<a href="http://apps-builder.us2.list-manage.com/track/click?u=0c27c62a9cccfb0426bf8d2cf&amp;id=3147c1f8df&amp;e=d1b185acf7" target="_blank">www.istruzione.it/studenti</a>) entro e non oltre il 1 dicembre 2013. Solo allora i partecipanti riceveranno da AppsBuilder (<a href="http://apps-builder.us2.list-manage.com/track/click?u=0c27c62a9cccfb0426bf8d2cf&amp;id=02408aa064&amp;e=d1b185acf7" target="_blank">www.apps-builder.com</a>), <wbr>società partner con una tecnologia web in grado di creare e gestire la propria applicazione mobile senza possedere competenze tecniche, un account per la creazione dell’App, che sarà sviluppabile dal 1° dicembre al 1° marzo 2013.</p>
<p>Le migliori 10 applicazioni saranno pubblicate a carico di AppsBuilder nell’<em>App Store </em>di Apple<em>, </em>nel <em>Google Play Store</em> e nel<em> Windows Phone Marketplace.</em></p>
<p>I premi in palio:<br />
1° Classificato: Apple Mac Boc Pro e una borsa di studio per partecipare a veDrò2013<br />
2°, 3° Classificato: iPad 3 e una borsa di studio per partecipare a veDrò2013<br />
dal 3° al 10° classificato: Uno smartphone Android</p>
<p><em>Tutte le informazioni su </em><a href="http://apps-builder.us2.list-manage1.com/track/click?u=0c27c62a9cccfb0426bf8d2cf&amp;id=d29cf8798f&amp;e=d1b185acf7" target="_blank">www.istruzione.it/studenti</a> <wbr>e su <a href="http://apps-builder.us2.list-manage1.com/track/click?u=0c27c62a9cccfb0426bf8d2cf&amp;id=56410750e9&amp;e=d1b185acf7" target="_blank">www.apps-builder.com/<wbr>app4school</wbr></a></wbr></wbr></div>
</div>
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		<title>Mobile Advertising: tutti i trend futuri</title>
		<link>http://www.apps-builder.com/news/it/2012/07/mobile-advertising-tutti-trend-futuri/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jul 2012 09:36:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti sperimentiamo nella vita quotidiana quanto il mobile stia modificando le nostre vite. Ormai gli smartphone non sono più da tempo una novità e già nel 2011, a livello globale, le vendite di smartphone hanno superato quelle di computer e le stime di Gartner e IDC prevedono che nel 2016 le vendite di smartphone saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti sperimentiamo nella vita quotidiana quanto il mobile stia modificando le nostre vite. Ormai gli smartphone non sono più da tempo una novità e già nel 2011, a livello globale, le vendite di smartphone hanno superato quelle di computer e le stime di Gartner e IDC prevedono che nel 2016 le vendite di smartphone saranno tre volte superiori rispetto a quelle di computer: all&#8217;incirca <strong>2 miliardi di telefonini intelligenti contro 500 milioni di PC</strong>. Insomma, mentre adesso il fenomeno smartphone è estremamente diffuso tra i segmenti demografici giovani e benestanti, ben presto sarà un fenomeno trasversale: “tutti” avranno uno smartphone! Ma il <strong>mobile advertising</strong>, ossia la pubblicità su smartphone e tablet, sta seguendo lo stesso trend? Oppure ci sono maggiori difficoltà rispetto alla crescita che gli annunci pubblicitari hanno avuto su PC desktop e laptop?</p>
<h2>Il mobile advertising stenta a decollare</h2>
<p>Diciamolo subito, il mobile advertising non sta avendo il successo che ci aspetterebbe guardando ai dati di vendita di smartphone e tablet. E non è nemmeno un problema di traffico internet: il mobile web rappresenta ormai il 10% del traffico web totale, ma allo stesso tempo il mobile web è solo una piccola porzione del tempo trascorso dall&#8217;utente medio sul proprio dispositivo mobile: ogni mese, gli utenti trascorrono circa 20 minuti sul mobile web, contro i <strong>120 minuti circa delle applicazioni mobile</strong>. Addirittura, il 55% del traffico di Twitter ed il 70% del traffico di Pandora derivano da dispositivi mobili. Tutto sembra pronto per un exploit della pubblicità su smartphone e tablet, eppure non è così.</p>
<p><a href="http://www.apps-builder.com/news/it/files/2012/07/twitter-pandora-mobile.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-368" src="http://www.apps-builder.com/news/it/files/2012/07/twitter-pandora-mobile.jpg" alt="Twitter e Pandora: il loro uso è mobile" width="550" height="399" /></a></p>
<p>Si spende ancora pochissimo nella pubblicità su mobile ed anche la monetizzazione è ancora molto più elevata su desktop; inoltre l&#8217;eCPM su mobile è molto più basso rispetto a quello su desktop. Insomma, trascorriamo molto tempo su smartphone e tablet e nelle relative applicazioni ed il mezzo non è poi così nuovo: non è una questione di gioventù del mezzo (gli investimenti pubblicitari in internet sono cresciuti molto più velocemente ed in meno tempo), il problema è che ancora non è stata trovata <strong>la formula giusta per la pubblicità su mobile</strong>, che è ancora molto meno efficace della pubblicità su altri mezzi.</p>
<h2>Trovata la formula del successo</h2>
<p>Il mobile advertising è insomma in cerca della formula giusta e forse ci stiamo avvicinando alla soluzione, almeno in alcuni casi. La soluzione non può essere certo l pubblicità via SMS, che si è rivelata intrusiva ed ineffciace. C&#8217;è molto da migliorare sui banner mobile. In questo senso gli iAd sono risultati essere i più interattivi ed apprezzati. Molto interessante è poi la soluzione click to call, che si trovano nei risultati del motore di ricerca Google mobile. Ottime proposte arrivano poi dai social media:</p>
<ul>
<li>la pubblicità su Twitter con i <strong>tweet sponsorizzati</strong>, non intrusivi e potenzialmente interessanti per l&#8217;utente; sono stati un chiaro successo, visto che per qualche giorno i ricavi da pubblicità mobile hanno superato quelli da pubblicità su desktop, inoltre nel 2012 circa la metà dei ricavi pubblicitari sarà legata al mobile;</li>
<li>la <strong>pubblicità su Pandora</strong>, che usa un mix di annunci su banner, video e audio, che nell&#8217;ultimo trimestre hanno superato i ricavi della pubblicità su desktop;</li>
<li>il mobile advertising su Facebook, che sull&#8217;esperienza di Twitter sta sperimentando le <strong>storie sponsorizzate</strong>, non intrusive e che potrebbero essere la chiave per Facebook per poter guadagnare su mobile: il social network ha infatti più di 500 milioni di utenti mobile, ma ancora non ha trovato il modo di guadagnare da questa massa di utenti.</li>
</ul>
<p>Ci sono poi ovviamente gli <strong>annunci geolocalizzati</strong>, uno dei modi più opportuni per sfruttare le peculiarità ed i vantaggi del mobile.</p>
<p>Insomma, il mobile advertising sta pian piano trovando la sua forma e le modalità sopra descritte potrebbero portare nuovi investitori nella pubblicità su mobile. Il mobile non è tutto uguale, però ed in effetti diverse ricerche mostrano come gli utenti tablet sono risultati più ricettivi al mobile advertising, considerata meno intrusiva rispetto a quella su smartphone; in generale, gli annunci su tablet sono risultati più efficaci di quelli su smartphone. Insomma, con la giusta formula ed i giusti mezzi, si può dire senza dubbio che il futuro è mobile!</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="http://www.businessinsider.com/the-future-of-mobile-ads-2012-6?op=1">Business Insider</a></p>
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		<title>Come promuovere la tua app iPhone</title>
		<link>http://www.apps-builder.com/news/it/2012/07/promuovere-la-tua-app-iphone/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jul 2012 11:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[applicazioni iphone]]></category>
		<category><![CDATA[promozione app iphone]]></category>

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		<description><![CDATA[Creare applicazioni per iOS sta diventando sempre più facile dal punto di vista tecnico, grazie anche a strumenti / CMS come Apps-Builder. La parte più difficile è quindi diventata la progettazione, ma anche la promozione dell’app iPhone. Le applicazioni presenti nell’App Store di Apple sono ormai centinaia di migliaia, per cui la sola presenza nello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Creare applicazioni per iOS sta diventando sempre più facile dal punto di vista tecnico, grazie anche a strumenti / CMS come Apps-Builder. La parte più difficile è quindi diventata la progettazione, ma anche la <a href="http://www.apps-builder.com/news/it/2012/05/alcuni-consigli-promuovere-la-tua-app-mobile/">promozione dell’app iPhone</a>. Le applicazioni presenti nell’App Store di Apple sono ormai centinaia di migliaia, per cui la sola presenza nello store di applicazioni ufficiale non è più garanzia di visibilità. Ed è <strong>difficile anche rimanere visibile anche per pochi giorni</strong>, ad esempio essendo presenti tra le app più recenti: se nello stesso giorno sono state approvate numerose applicazioni, allora si potrebbe rientrare tra quelle che hanno una minore visibilità anche in questo frangente.</p>
<p>Ecco quindi che la promozione di un’app iPhone diventa un complesso di strategie che per lo più sono da implementare al di fuori dell’App Store, in primo luogo nel web. L’applicazione dovrebbe <strong>avere una pagina web dedicata</strong> all’interno del sito web aziendale, meglio ancora se si tratta di <a href="http://www.apps-builder.com/news/it/2012/05/promuovere-le-applicazioni-mobile-su-web-facebook-twitter/">una landing page ottimizzata</a>, studia apposta per convertire le visite in download dell’applicazione. Allo stesso modo, sarà utile creare una pagina Facebook dedicata all’applicazione, ed anche un profilo Twitter aziendale in cui si forniscono aggiornamenti sui prodotti aziendali e quindi anche sull’applicazione.</p>
<p>Molto si può fare poi per prmuovere l’applicazione iPhone al di fuori dei propri siti/profili, in modo da farla conoscere anche attraverso altri canali web. Uno dei modi migliori è quello di <strong>contattare siti che si occupano di iPhone, applicazioni, mondo iOS</strong>, in particolare blog di settore: l’obiettivo è quello di poter pubblicare un guest post o ottenere una recensione della propria appi Phone. Per questo ti consiglio di leggere questo post, un evergreen con 5 consigli per ottenere una recensione della tua applicazione. Un altro mezzo, tutt’oggi valido, sono i comunicati stampa: vale la pena pubblicarli solo su pochi autorevoli siti web di comunicati stampa, meglio se sono aggregati anche su Google News. Per il resto il comunicato stampa deve avere il suo valore tradizionale e deve raggiungere cioè i giornalisti di stampa, TV locali o specializzate, magazine online, da scegliere a seconda del target e della valenza della propria applicazione.</p>
<p>Una volta generato buzz sui vari mezzi di comunicazione, può essere il turno di <strong>investire in pubblicità</strong>, ad esempio in online advertising: si possono scegliere vari canali, Google, Facebook, ma anche la stessa pubblicità su mobile. Infine, il successo di una applicazione dipende anche da quanto investiamo in <strong>CRM</strong>, ossia nello stabilire un canale di relazione con l’utente dell’app iPhone, adottando una specifica strategia: in questo modo gli utenti stessi possono diventare il principale mezzo per promuovere l’applicazione iPhone.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="http://www.idev101.com/code/Marketing/promotion.html">iPhone Development 101</a></p>
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		<title>Come localizzare applicazioni mobile&#8230; globali</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jul 2012 18:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello degli smartphone è un mercato ormai globale, visto che a livello mondiale le vendite di smartphone rappresentano ormai il 32% delle vendite di telefonini ed in paesi come gli Stati Uniti siamo ormai arrivati quasi al 70%: in questo paese la base installa di smartphone e feature phone è ormai quasi la stessa. Quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello degli smartphone è un mercato ormai globale, visto che a livello mondiale le vendite di smartphone rappresentano ormai il 32% delle vendite di telefonini ed in paesi come gli Stati Uniti siamo ormai arrivati quasi al 70%: in questo paese la base installa di smartphone e feature phone è ormai quasi la stessa. Quello degli smartphone è anche il regno delle applicazioni, per cui le app mobile di grandi marchi o comunque di industrie che sono presenti in vari paesi hanno bisogno di versioni locali della stessa app: insomma una volta tanto il problema non è la <strong>globalizzazione, bensì la localizzazione</strong>!</p>
<p>Infatti, se la applicazione originaria, ad esempio in lingua inglese, ha avuto successo, occorre creare le condizioni affinché la stessa app sia apprezzata come si deve anche negli altri paesi, deve essere o<strong>pportunamente localizzata</strong>. Mashable in un suo interessante articolo ha riportato alcuni step per cui una società non può prescindere se vuole creare un&#8217;applicazione mobile di successo. Come avremo modo di vedere, non è soltanto una questione di traduzione!</p>
<p>La prima barriera da superare è effettivamente quella linguistica, per cui i <strong>contenuti testuali dell&#8217;applicazione</strong> vanno tradotti in maniera corretta, ma questo può non bastare: quante volte è successo di imbattersi in versioni italiane di un sito web e rendersi conto che la traduzione è sì corretta, ma non “rende” in italiano! Occorre quindi affidarsi a veri professionisti, in grado non solo di tradurre i contenuti, ma di riuscire a veicolare lo stesso messaggio presente nella versione in lingua originaria: utilizzando ad esempio termini slang, oppure riconducibili al dialetto locale: insomma, non ci devono essere barriere culturali che possano rendere inefficaci i contenuti testuali.</p>
<p>Tutta l&#8217;applicazione deve poi rimandare alla cultura locale: la lingua, le espressioni, ma anche l&#8217;<strong>aspetto grafico</strong> (diversi colori possono avere significati opposti nelle varie culture e suscitare quindi le più diverse emozioni), le immagini (alcune immagini possono essere inaccettabili in certe culture), il layout delle pagine, le espressioni utilizzate&#8230; tutto deve essere compreso ed accetato nella versione locale della applicazione.</p>
<p>Bisogna poi tenere conto del <strong>mercato locale</strong> degli smartphone e quali sono le piattaforme più diffuse. A livello mondiale dominano Android e iOS, quindi si può tranquillamente puntare ad entramebe le piattaforma, ma ad esempio in Cina Samsung domina la scena degli smartphone, mentre l&#8217;iPhone è solo al quinto posto: è ovvio che gli sviluppatori dovranno dare priorità alla piattaforme più diffuse e che generano maggiori ricavi. Ed infine, l&#8217;ultimo consiglio (forse il più importante) è quello di&#8230; testare le applicazioni, non solo sugli emulatori, ma anche direttamente sui device.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="http://mashable.com/2012/04/13/global-mobile-marketing-localized-apps/">Mashable</a></p>
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		<title>I prossimi trend mobile che i brand dovrebbero seguire</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 19:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi parlando di mobile si pensa generalmente a smartphone e tablet, ma il futuro probabilmente ci riserva sorprese che vanno ben al di là di questi due dispositivi, anzi degli smarpthone: i tablet non sono ormai considerati mobile, visto che per lo più sono usati all’interno della propria abitazione o, al limite, in ufficio. Già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi parlando di mobile si pensa generalmente a smartphone e tablet, ma il futuro probabilmente ci riserva sorprese che vanno ben al di là di questi due dispositivi, anzi degli smarpthone: i tablet non sono ormai considerati mobile, visto che per lo più sono usati all’interno della propria abitazione o, al limite, in ufficio. Già si vedono<strong> trend che faranno della mobilità</strong> un elemento determinante delle nostre vite che si integrerà sempre di più negli smartphone, ma uscirà anche da questi dispositivi, andando ad insinuarsi all’interno di altri oggetti della vita quotidiana.</p>
<h2>La tecnologia dei nuovi trend</h2>
<p>A Mashable hanno individuato <strong>cinque trend</strong> che le aziende dovrebbero prendere in considerazione, per non perdere occasioni importanti che già stanno emergendo sotto forma di prototipi, ma anche di tendenze già in atto. Una di queste è la<strong> realtà aumentata</strong>: se ne parla da anni e già nei vari App e Play Store si trovano numerose applicazioni dedicate alla realtà aumentata. Ma nel prossimo futuro la realtà aumentata si spingerà molto oltre: sono ad esempio già disponibili specchi in cui si possono consultare meteo, news ed altre applicazioni. E potrebbe realizzarsi anche l’ecosistema di realtà aumentata <a href="http://www.corninggorillaglass.com/">immaginato dalla Corning</a>, l’azienda che produce il Gorilla Glass: questi scenari fanno persino impallidire il <a href="https://plus.google.com/111626127367496192147/posts">Project Glass di Google</a>, occhiali che permettono noi umani di interagire con una realtà aumentata, sempre più ricca di dati e connessioni.</p>
<p>Un altro trend sarà quello delle nuove biotecnologie: non si parla in questo caso di ingegneria genetica, ma di quelle tecnologie che permettono di <strong>raccogliere dati anche dal proprio organismo</strong>. Dati che permetteranno ad esempio di stabilire dei piani di allenamento per gli atleti, ma anche per i non professionisti che vogliono un piano di allenamento personalizzato, basato sui propri dati fisici. Questo trend è ovviamente una opportunità per la salute di chi vuole fare sport, ma c’è anche il rovescio della medaglia: le assicurazioni potrebbero promuovere “sconti” per coloro che condividono con loro questo tipo di dati…</p>
<h2>Nuovi approcci al mercato mobile</h2>
<p>Per rimanere invece su trend più immediati, che possono interessare aziende non solo grandi e/o di avanguardia, non si può non tenere in considerazione il fenomeno dei <strong>media controllati dagli utenti</strong>. Sono sempre di più i mezzi di comunicazione e le applicazioni che fanno della loro forza gli utenti ed il loro coinvolgimento: i brand, se vogliono aumentare la loro rilevanza, devono sapere coinvolgere gli utenti nel nuovo panorama mediatico, dove il tradizionale modello di publishing già non esiste più. Ed in questo contesto, le <strong>campagne di marketing</strong> dovranno essere necessariamente multipiattaforma: si dovranno pensare strategie di comunicazione che raccontano il brand attraverso i vari media, con messaggi e strategie adatti al singolo medium utilizzato.</p>
<p>Ed infine, non solo i grandi brand devono ricordare che ormai i prodotti (ed anche i servizi) <strong>non hanno confini geografici</strong> ben definiti, per cui bisogna pensare in maniera globale, ma facendo molta attenzione ai mercati locali. I prodotti e le applicazioni vanno infatti localizzate nella maniera più ampia possibile, andando al di là della semplice traduzione: il tutto va immerso nel contesto culturale e socio-economico del nuovo mercato.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="http://mashable.com/2012/04/30/mobile-trends-brands-marketing/">Mashable</a></p>
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		<title>I pagamenti mobile per le piccole attività… e non solo</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2012 14:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di pagamenti mobile si pensa spesso ai pagamenti fatti dagli utenti con i propri smartphone: questo implica, almeno attualmente, che il negozio o l’attività in questione sia dotata di strumenti in grado di supportare la tecnologia NFC o anche gli e-wallet. Meno spesso si parla invece di come le piccole attività possono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di pagamenti mobile si pensa spesso ai pagamenti fatti dagli utenti con i propri smartphone: questo implica, almeno attualmente, che il negozio o l’attività in questione sia dotata di strumenti in grado di supportare la tecnologia NFC o anche gli e-wallet. Meno spesso si parla invece di <strong>come le piccole attività possono sfruttare il mobile per ricevere pagamenti</strong>. Pensiamo ad esempio ad un musicista in tour, alle aziende agricole con vendita diretta nella propria azienda che non possono disporre di un POS, alle piccole imprese che partecipano spesso a fiere e mercati e sono quindi legate ai soli pagamenti in contanti, agli artisti che espongono le loro opere in giro per il mondo.</p>
<p>I pagamenti mobile in questo caso possono essere una importante soluzione di pagamento in più offerta ai clienti, soprattutto se si offrono prodotti che richiedono una discreta disponibilità di liquidità, ma non solo. Carol Tice di AT&amp;T Small Businesses fa l’esempio di un cantautore dell’Oklahoma, Daniel Walcher, che durante un concerto è riuscito a ricavare 370$ dalla vendita del suo ultimo CD: 70$ li ha ricavati dai pagamenti in contanti, <strong>i restanti 300 dollari li ha ricavati dai pagamenti via iPhone</strong>. Ha infatti dotato il suo iPhone del sistema di pagamento mobile PAYWare della Verifone: si tratta in pratica di un lettore di carte di credito da applicare al telefonino e di una applicazione iOS che consente di registrare la transazione. Si tratta di uno dei sistemi di pagamento mobile più diffusi, visto che adesso è disponibile anche l’applicazione per Android.</p>
<p>Insomma, per un musicista e per le piccole attività, sistemi come questo possono fare la differenza, visto che possono essere sfruttati in qualsiasi luogo sia presente una connessione internet. Ed anche i numeri dei pagamenti mobile dimostrano che c’è un crescente interesse verso questi servizi: si passerà infatti dai <strong>69 miliardi di dollari in pagamenti mobile del 2009 ai 633 miliardi previsti per il 2014</strong>. Perché quindi le piccole attività non dovrebbero sfruttare questa opportunità? Tra l’altro si tratta di metodi di pagamento sicuri, senz’altro più trasparenti degli assegni. Ma nello scegliere un sistema di pagamento mobile, quali sono i fattori da prendere in considerazione?</p>
<ul>
<li><strong>I costi</strong>: alcuni sistemi prevedono un costo aggiuntivo per l’hardware; oltre a questo, bisogna fare attenzione ai costi fissi mensili e alla percentuale ritenuta per ogni transazione.</li>
<li><strong>Funzioni</strong>: cerca di capire bene che cosa vuoi offrire ai clienti e quale sistema ti offre le migliori soluzioni. Ad esempio, potresti aver bisogno di stampare al momento le ricevute ai clienti, oppure di inviarle loro via e-mail al momento; inoltre ci sono sistemi che tengono traccia di tutte le operazioni effettuate e ti offrono una reportistica avanzata su tutti i movimenti.</li>
<li><strong>Sicurezza</strong>: ci sono vari livelli di sicurezza offerti dai vari sistemi, in questi casi è opportuno scegliere il miglior compromesso possibile.</li>
<li>La <strong>compatibilità</strong> con il proprio device: alcuni sistemi funzionano ad esempio solo con iOS, altri con Android.</li>
<li><strong>Integrazione</strong> di sistema: se ad esempio già accetti pagamenti con carte di credito, scegli la soluzione che si possa integrare con i sistemi di pagamento preesistenti, senza dover creare database separate a seconda della tipologia di pagamento.</li>
</ul>
<p>Una volta fatte queste considerazioni, non sarà difficile trovare il sistema su misura per la tua attività. Ed è probabile che in futuro sarà sufficiente avvicinare tra loro due smartphone per poter eseguire la transazione.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="http://www.corp.att.com/smallbiz/grow-revenue/increase-sales/mobile-payments.html">AT&amp;T Small Business</a></p>
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		<title>Codici QR e Microsoft Tags per il marketing mobile</title>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2012 16:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[local business]]></category>
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		<description><![CDATA[Se il web marketing, almeno in una prima fase, era un ambito legato maggiormente alle grandi aziende, il marketing mobile offre grandi opportunità anche alle attività locali. Insomma, il marketing per i local business è decisamente mobile, soprattutto se si tiene conto di un dato basilare: più del 50% delle ricerche locali effettuate via web [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se il web marketing, almeno in una prima fase, era un ambito legato maggiormente alle grandi aziende, il <strong>marketing mobile</strong> offre grandi opportunità anche alle attività locali. Insomma, il marketing per i local business è decisamente mobile, soprattutto se si tiene conto di un dato basilare: più del 50% delle ricerche locali effettuate via web proviene da dispositivi mobile, che si presentano quindi come il mezzo più naturale e diffuso per fare ricerche su attività locali. Gli smartphone sono quindi un mezzo tutto da sfruttare dai local business che vogliono avere più clienti ed instaurare con loro un rapporto più diretto, attraverso un nuovo canale di comunicazione: il mobile, appunto.</p>
<p>È importante quindi individuare una strategia da utilizzare per il marketing mobile. Se infatti ormai il mezzo da usare è stato individuato, molto più difficile è progettare la strategia, il modo più giusto per raggiungere il risultato desiderato. In molti hanno <strong>cominciato ad utilizzare i codici 2D</strong> (in particolare i <strong>QR Codes e i Microsoft Tags</strong>), ma in alcuni casi le campagne basate su questi codici si sono rilevati dei fallimenti. Questo non significa che sia dei mezzi ottimali per raggiungere i propri clienti ed averne di nuovi: occorre appunto individuare la giusta strategie e, in caso di fallimento, occorre capire dove si è sbagliato.</p>
<h2>I codici 2D per i local business</h2>
<p>Fino ad oggi è stato fatto in effetti un uso “base” dei codici 2D: sono stati utilizzati per lo più come un <strong>semplice link verso risorse</strong>: che possono essere video, coupon, concorsi, ecc. Non c&#8217;è niente di sbagliato in tutto questo, ma per proseguire in campagne simili bisogna essere in grado di misurarne i risultati e soprattutto bisogna essere in grado di monitorarne l&#8217;andamento e ricavare dati utili per migliorare i risultati e progettare nuove campagne più efficaci. In questo senso i codici QR ed i MS Tags possono essere fonti interessantissime di dati e questo alla Microsoft l&#8217;hanno capito: è per questo che hanno creato il MS Tag Manager.</p>
<p>Si tratta di uno strumento che consente di creare campagne di marketing basate sui codici 2D, <strong>ma anche di monitorarle</strong>. Consente quindi di creare il proprio progetto, dargli un nome, descriverlo attraverso alcune feature e di creare alla fine un codice 2D, quindi sia un Microsoft Tag, sia un Codice QR. I codici creati attraverso questo sistema sono tracciabili e consentono quindi di recuperare diversi dati: quante volte viene scansionato un codice, da quali terminali, da quali luoghi, se gli utenti usano di più i codici QR o gli MS Tags, ecc.</p>
<p>Insomma, anche tra i codici 2D c&#8217;è la possibilità di tracciamento e questo è al momento <strong>possibile se si usa il MS Tag Reader</strong> per scansionare i codici: questo sarà quindi molto probabile nel caso dei MS Tags, mentre per i codici QR esiste una infinità di applicazioni che consentono la scansione e la lettura. La possibilità di monitorare l&#8217;uso dei codici 2D apre in ogni caso una nuova gamma di opportunità per il marketing mobile: più dati significa anche maggiore conoscenza degli utenti, anche se nel caso del mobile si può partire da alcune basi più che consolidate: local, social e mobile sono tre aspetti ormai completamente integrati negli utenti che usano gli smartphone e le applicazioni per fare ricerche sui local business.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="http://www.socialmediaexaminer.com/mobile-marketing-with-qr-codes-and-ms-tags/">SocialMediaExaminer</a></p>
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		<title>Applicazioni smartphone: le social apps superano i giochi</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2012 16:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche se in molti continuano a dichiarare di aver acquistato il proprio smartphone per lavoro, i dati ricavati dalle società di analytics mostrano come in realtà le applicazioni maggiormente utilizzate sono i giochi, sia in termini di app sessions, sia in termini di tempo totale trascorso. I giochi sono quindi stati tra i maggiori driver [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se in molti continuano a dichiarare di aver acquistato il proprio smartphone per lavoro, i dati ricavati dalle società di analytics mostrano come in realtà le <strong>applicazioni maggiormente utilizzate sono i giochi</strong>, sia in termini di app sessions, sia in termini di tempo totale trascorso. I giochi sono quindi stati tra i maggiori driver per l&#8217;acquisto di smartphone, al punto che iOS è diventata una delle più importanti piattaforme di gaming. Questa, almeno, è stata la realtà fino a marzo 2012. Da aprile siamo invece entrati in un&#8217;altra epoca, forse: le applicazioni più usate sono diventate le social apps, che hanno raggiunto e superato i giochi.</p>
<h2>Giochi vs social apps: tutti i dati</h2>
<p>Questo almeno è lo scenario che trapela dai dati di Flurry, società di mobile analytics, nonché di mobile advertising. Giochi per mobile e social apps sono ormai alla <strong>pari in termini di tempo trascorso dagli utenti</strong>: 24 minuti al giorno per entrambe le categorie di applicazioni nel primo trimestre del 2012, mentre nel primo trimestre del 2011i giochi erano a 25 minuti e le applicazioni social a 15 minuti. C&#8217;è stata quindi una lunga rimonta, che ad aprile si è concretizzata in un sorpasso da parte delle social apps.</p>
<p>Ma Flurry è anche un network pubblicitario, per cui ha elaborato anche i dati relativi ai <strong>ricavi generati dalle diverse categorie di applicazioni</strong>. Ed è proprio in questo ambito che ad aprile c&#8217;è stato il sorpasso più importante, visto che le applicazioni social hanno generato ricavi pubblicitari maggiori rispetto ai giochi. Tutti i dati li potete visualizzare nel grafico sottostante:</p>
<p><a href="http://www.apps-builder.com/news/it/files/2012/05/socialapps-giochi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-282" src="http://www.apps-builder.com/news/it/files/2012/05/socialapps-giochi.jpg" alt="Socialapps vs Giochi" width="550" height="396" /></a></p>
<h2>Il sorpasso sui giochi: un trend che durerà?</h2>
<p>Tuttavia le applicazioni dei principali social network non ospitano pubblicità al momento: Facebook, Google+, Pinterest, Twitter, LinkedIn, ecc. non hanno annunci pubblicitari al loro interno. Quali sono quindi le app sociali che generano una<strong> raccolta pubblicitaria superiore a quella dei giochi</strong>? Secondo Simon Khalaf, CEO di Flurry, i ricavi pubblicitari sono dovuti in questo ambito alle applicazioni di messaggistica di gruppo e alle app di incontri. Ed è proprio tra queste applicazioni che si è registrata la maggiore crescita di app sessions e di tempo trascorso, a partire in particiolare dalla metà di febbraio.</p>
<p>E mentre le social apps, crescevano, si è forse arrivati ad una fase di saturazione nel settore delle applicazioni per i giochi. E&#8217; vero che gli utenti smartphone stanno aumentando, ma tra coloro che già possiedono uno smartphone sono già stati scaricate tutte le applicazioni per giocare, tenendo conto che il tempo dedicato ai giochi su smartphone non è infinito e che gli utenti scaricano un numero limitato di giochi, numero quindi che in diversi casi è stato già raggiunto. Insomma, il <strong>mercato dei giochi per smartphone non è certo saturo</strong>, ma ha già probabilmente superato la sua fase di maggiore crescita. E quindi le social apps sembrano destinate a superare i giochi, anche se bisognerà aspettare i prossimi mesi per vedere se si tratta di un trend duraturo o di un sorpasso momentaneo. E chissà, l&#8217;uscita di un nuovo gioco virale per smartphone potrebbe rilanciare le gaming apps.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="http://www.readwriteweb.com/mobile/2012/05/social-apps-pass-games-for-top-spot-on-mobile-devices.php">ReadWriteWeb</a></p>
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		<title>Mobile marketing per il B2B: da dove partire</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2012 16:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[marketing mobile b2b]]></category>
		<category><![CDATA[mobile marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è un certo buzz sul web su tutto ciò che riguarda i dispositivi mobile (smartphone, tablet) ed il markting su questi device. Purtroppo, anche i blog ed i magazine online specializzati parlano molto di marketing su mobile, anche se troppo poco spesso si parla dell&#8217;ambito business to business (B2B), con il risultato che molte aziende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un certo buzz sul web su tutto ciò che riguarda i dispositivi mobile (smartphone, tablet) ed il markting su questi device. Purtroppo, anche i blog ed i magazine online specializzati parlano molto di marketing su mobile, anche se troppo poco spesso si parla dell&#8217;<strong>ambito business to business (B2B)</strong>, con il risultato che molte aziende si trovano impreparate in questo settore. Prweb.com ha intervistato Maya Mendoza di <a href="http://www.milagromobilemarketing.com/">MilagroMobileMarketing.com</a>, chiedendole come dovrebbe essere impostata una campagna di marketing B2B e quale ruolo dovrebbe avere un sito web in tutto questo. La risposta a tutto questo, secondo la Mendoza, dovrebbe essere Google Analytics.</p>
<p>Il famoso tool di Google dovrebbe essere infatti in grado di far ricavare quei dati che consentono di rendere attiva ed efficace una strategia mobile basata su un sito web. I siti aziendali sono infatti sempre più visitati attraverso smartphone e tablet e quindi in primo luogo bisognerebbe capire quanti utenti visitano il nostro sito con questi mezzi. Senz&#8217;altro il traffico sul sito è cambiato negli ultimi tempi e quindi il dato relativo agli utenti mobile deve far riflettere. Il sito web deve essere ottimizzato per mobile e deve quindi favorire una esperienza positiva per questi utenti, che potranno in questo modo ritornare sul sito, anziché abbandonarlo per la sempre dopo la prima visita.In ambito B2B, bisognerà poi <strong>rivedere i contenuti mobile</strong>, adattandoli alle esigenze degli utenti che maggiormente visiteranno il proprio sito, ad esempio i buyer. Che cosa cercano questi ultimi? Quali sono i contenuti più rilevanti per loro?</p>
<p>Occorre capire poi <strong>da dove provengono gli utenti</strong>: sono arrivati al nostro sito tramite altre pagine web? Oppure attraverso Google? In quest&#8217;ultimo caso, quali sono state le parole chiave maggiormente ricercate e le landing page più visitate? Tutto questo ci consentirà di capire quali sono le pagine ed i contenuti del sito web più ricercati via mobile e a come riorganizzare e migliorare il proprio sito per questa categoria di utenti. Ma anche una strategia mobile non comprende il solo sito web.</p>
<p>Bisogna prendere in considerazione anche le applicazioni e in questo senso una strategia di marketing mobile B2B deve aver ben chiaro la differenza tra applicazioni native, web app ed applicazioni ibride e, tra queste, quale consente di raggiungere meglio i propri obiettivi di business. Se la scelta ricadesse poi tra le applicazioni native, per quale piattaforma bisognerà sviluppare? Ad esempio, qual è la <strong>piattaforma più usata dagli utenti business?</strong> Gli utenti mobile che visitano il proprio sito web, usano iPhone, iPad, smartphone o tablet Android, Blackberry? Quale sarà, in prospettiva, la piattaforma più utilizzata in ambito business?</p>
<p>In tutto questo, anche se si vuole <strong>sviluppare una applicazione nativa</strong>, il sito web ha sempre un aspetto centrale, se non altro anche come fonte di dati. Tenendo presente che il design per siti web mobile è in continua evoluzione, per cui sarà importante tenere sempre in dovuta considerazione le ultime tendenze del mobile design.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="http://www.prweb.com/releases/prweb2012/4/prweb9393521.htm">PRWeb</a></p>
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		<title>Marketing con i codici QR: i migliori esempi positivi e negativi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 15:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[mobile marketing]]></category>
		<category><![CDATA[qr codes marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[I codici QR sono ormai diventati una moda nel mobile marketing e sono sempre più le campagne che ne fanno uso. Si trovano ormai materiali, articoli e consigli su come impostare una campagna di marketing che faccia uso dei codici 2D (non solo QR codes, ma anche MS tags), ma meno spesso si trovano esempi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I codici QR sono ormai diventati una moda nel mobile marketing e sono sempre più le campagne che ne fanno uso. Si trovano ormai materiali, articoli e consigli su come impostare una campagna di marketing che faccia uso dei <strong>codici 2D</strong> (non solo QR codes, ma anche MS tags), ma meno spesso si trovano esempi di successo che possano essere imitati o possano dare idee per nuove campagne. Così come sono difficili da trovare esempi negativi, che fungano da “monito” ai marketer e che costituiscano modelli da non seguire. È per questo che <a href="http://smartlifeblog.com/">Smartlifeblog</a> ha pubblicato una serie di casi concreti, da prendere in considerazione e magari da analizzare ulteriormente.</p>
<h2>Esempi positivi di marketing con i QR codes</h2>
<p>L&#8217;esempio più brillante è probabilmente quello relativo a FirstBank, che al Denver International Airport ha installato un pannello con alcuni codici QR (vedi immagine ad inizio articolo), con i quali gli utenti possono scaricarsi il Sudoku ed alcuni e-book. Hanno infatti rilevato uno dei problemi maggiori dei propri clienti è costituito dai tempi di attesa all&#8217;aeroporto, in particolare in caso di ritardi o cancellazioni di voli. Ecco quindi che<strong> e-books e sudoku da scaricare liberamente</strong> sono un ottimo servizio per i propri clienti, che in questo modo hanno a disposizione gratuitamente oggetti mediali per trascorrere le lunghe ore di attesa.</p>
<p>Ma non mancano altri casi di eccellenza, come quello di MogoTix, che hanno inventato un sistema di <strong>emissione di biglietti virtuali</strong>, costituti da semplici codici QR da scaricare sul proprio smartphone. In questo modo hai il tuo codice QR personalizzato, che costituisce il tuo biglietto. Con notevoli risparmi sia in termini economici, sia in termini ambientali rispetto al tradizionale biglietto cartaceo&#8230; ed è molto più cool! E non è male nemmeno l&#8217;idea che hanno avuto alcuni ristoratori nel creare un menù con un codice QR abbinato ad ogni piatto: in questo modo gli utenti hanno la possibilità di accedere a video in HD che mostrano il processo di preparazione del piatto, nonché il suo aspetto finale. La scelta è molto intelligente, perché se le immagini nei menù si trovano solitamente nei ristoranti di basso livello, in questo modo si può avere una anteprima del piatto semplicemente senza dover inserire immagini nel menù.</p>
<p>Per finire con gli esempi positivi, vi lascio con un video che mostra come un creativo ha personalizzato il suo curriculum facendo uso dei codici QR. Geniale!</p>
<h2>Esempi negativi di uso dei codici 2D</h2>
<p>&nbsp;<br />
<iframe src="http://player.vimeo.com/video/21228618" width="500" height="281" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
<p>E veniamo adesso agli esempi negativi, su cui non vale forse la pena dilungarsi troppo. Smartlife, nella sua rassegna, segnala in primo luogo una sciarpa che riporta, ad una estremità, un grandissimo codice QR: non è certo molto affascinante e potrebbe essere imbarazzante trovarsi con persone accanto che cercano di scansionare la tua sciarpa, avvicinandosi con il proprio smartphone! Ed anche l&#8217;idea di pubblicare manifesti contenenti questi codici, situati nei sotterranei di una metropolitana non è molto brillante: in questi ambienti generalmente non c&#8217;è segnale, per cui si tratta di un buco nell&#8217;acqua certo!</p>
<p>Veniamo poi alle targhe delle auto croate: al loro interno è stato inserito un codice QR rosso, per risaltare tra le cifre e lettere nere, ma anche sullo sfondo bianco. Il code conduce ad una landing page che è relativa al <strong>sito del turismo nazionale croato</strong>, per cui questa campagna dovrebbe portare turisti in Croazia&#8230; ma non è una scelta molto felice mettere quel codice proprio sulle targhe delle auto&#8230; forse più che portare turisti, la campagna potrebbe portare ad un po&#8217; di incidenti! Ma vi lascio con la chicca finale: una tomba, con riportato, all&#8217;esterno, un codice QR! E&#8217; difficile da credere, ma esiste davvero: pare che il codice in questione conduca ad una pagina web sulla vita del defunto, ma riportare il codice sulla pietra pare proprio eccessivo, oltre che poco lungimirante: e se i codici QR fossero solo una moda? E soprattutto, chi terrà in vita la pagina web in questione? Chissà, tra qualche anno scansionare quel codice potrebbe portare ad un imbarazzante errore 404&#8230;</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="http://smartlifeblog.com/the-5-best-and-5-worst-uses-of-qr-codes/">Smartlifeblog</a></p>
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		<title>Alcuni consigli per promuovere la tua app mobile</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 10:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[apps marketing]]></category>
		<category><![CDATA[promozione apps]]></category>

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		<description><![CDATA[Appsbuilder è uno strumento che ti consente di creare in maniera semplice e veloce applicazioni mobile per smartphone Android, iOS e Windows Phone e inoltre consente di sviluppare web app HTML5 accessibili via browser da qualsiasi device mobile. Se però vuoi raggiungere un elevato numero di utenti, allora dovrai adottare una serie di strategie che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Appsbuilder è uno strumento che ti consente di creare in maniera semplice e veloce applicazioni mobile per smartphone Android, iOS e Windows Phone e inoltre consente di sviluppare web app HTML5 accessibili via browser da qualsiasi device mobile. Se però vuoi <strong>raggiungere un elevato numero di utenti</strong>, allora dovrai adottare una serie di strategie che ti consentiranno di far usare la tua applicazione ad una vasta platea di utenti. Ecco quindi che, una volta creata l’applicazione, arriva il momento della promozione!</p>
<p><strong>Facebook e Twitter</strong> sono importanti strumenti, ma occorre in primo luogo partire dal tuo sito web. Potrai quindi creare una landing page ottimizzata, ma anche inserire dei banner nella tua home page per consentire il download della tua applicazione! Sarà quindi importante linkare tutti gli store più importanti in cui si trova e magari inserire immagini e video relativi alla tua app. Importanti sono ovviamente le call to action!</p>
<h2>Codici 2D e redirect mobile</h2>
<p>Un altro mezzo, sempre più usato per consentire il download di applicazioni, è l<strong>’uso dei codici 2D</strong>, ossia QR Codes e MS Tags, che ti consentono di accedere ad una risorsa online da qualsiasi luogo, con un semplice scan del codice in questione. È importante saperli usare all’interno di una corretta strategia di marketing, l’aspetto interessante è che possono essere piazzati praticamente ovunque.</p>
<p>È poi importante l’uso dei social. Occorre quindi avere una <strong>pagina Facebook attiva</strong> e coinvolgente, ed anche il profilo Twitter deve attirare utenti interessati. In generale, il consiglio è quello di creare un profilo Twitter aziendale (o personale) ed una pagina Facebook per la singola applicazione. Il buzz va poi generato anche attraverso il web, in particolare con i blogger e i magazine online. Vanno quindi contattati e chiedere loro di pubblicare post e recensioni della propria applicazione… il buzz in questo modo è assicurato!</p>
<p>Tutto questo già dovrebbe generare un bel po’ di traffico verso la tua app. Ma se vuoi ulteriormente incrementarlo, puoi inserire un <strong>codice di redirect</strong> nel tuo sito web: un codice che farà sì che tutti gli utenti che arrivano sul tuo sito attraverso i dispositivi mobile possano scegliere se continuare la navigazione via browser o di usare l’applicazione mobile.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="http://blog.conduit.com/2011/12/27/6-ways-to-promote-your-mobile-app/">Conduit</a></p>
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		<title>Gli utenti e gli acquisti mobile: una ricerca di mercato</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 08:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[acquisti mobile]]></category>
		<category><![CDATA[mobile shopping]]></category>

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		<description><![CDATA[La crescente penetrazione degli smartphone nei nostri mercati fa sì che numerose abitudini degli utenti siano rivoluzionate. Il fatto di avere sempre con sé un device intelligente come lo smartphone, crea una serie di opportunità, ma anche cambiamenti nel modo in cui interagiamo con la realtà. Ed anche abitudini consolidate come lo shopping risultano modificate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La crescente penetrazione degli smartphone nei nostri mercati fa sì che numerose abitudini degli utenti siano rivoluzionate. Il fatto di avere sempre con sé un device intelligente come lo smartphone, crea una serie di opportunità, ma anche cambiamenti nel modo in cui interagiamo con la realtà. Ed anche <strong>abitudini consolidate come lo shopping risultano modificate</strong>, molto di più di quanto non siano stati in grado di fare i computer, molto intelligenti anch&#8217;essi ma molto meno mobili.</p>
<p>Ad esempio, nel Black Friday le vendite sono aumentate del 24,3% e questo è in parte imputabile agli smartphone: la quota di vendite via mobile è infatti aumentata dal 3,2% al 9,8%. Per capire meglio il fenomeno JWT ha effettuato una indagine sugli utenti mobile ed il loro rapporto con il mobile shopping: il risultato è stata una <strong>maggiore conoscenza del mobile shopping</strong> ed i risultati sono stati pubblicati su Mashable.</p>
<h2>L&#8217;identikit del mobile shopper</h2>
<p>In primo luogo, occorre distinguere tra mobile shopping ed acquisti mobile: il primo è un fenomeno molto più ampio, visto che gli smartphone sono usati principalmente per acquisire informazioni sui prodotti, comparare prezzi e fare tutte quelle <strong>operazioni che precedono l&#8217;acquisto</strong>. Quest&#8217;ultimo invece sfrutta invece ancora i canali più tradizionali, compresi gli acquisti online via computer. Ancora sono forti insomma le preoccupazioni degli utenti sul tema della sicurezza sugli acquisti mobile.</p>
<p>In media, le persona<strong> consultano il proprio smartphone 150 volte al giorno</strong>, il che vuol dire una volta ogni 6,5 minuti. Ma coloro che consultano più spesso il proprio compagno mobile sono gli uomini, che maggiormente si affidano a questo device per ricercare informazioni per i loro acquisti. Anche se può sembrare in parte contraddittorio, si accede agli smartphone maggiormente al lavoro o a casa, dove è quindi anche disponibile un computer.</p>
<h2>Più mobile shopping, meno acquisti mobile</h2>
<p>Insomma, i telefonini sono usati per lo più per cercare informazioni e comparare i prezzi, solo in parte per gli acquisti: qual è quindi <strong>l&#8217;impatto degli smartphone sugli acquisti</strong> in generale? L&#8217;impatto è in generale basso, perché via mobile si acquistano gli stessi prodotti che si comprano anche attraverso gli altri canali: insomma il mobile è un canale aggiuntivo, non preferenziale, anche se in generale, l&#8217;esperienza di mobile shopping è definita “eccellente” o “molto buona” dal 69% degli intervistati.</p>
<p>Nonostante la soddisfazione registrata, c&#8217;è ancora molto da migliorare: molti <strong>siti web per gli acquisti online</strong> non sono ben ottimizzati per il mobile, o comunque contengono informazioni poco rilevanti. La vera spinta agli acquisti mobile (che corrono prevalentemente via smartphone con touch screen) avverrà quindi quando saranno realizzate app e web app che forniranno una esperienza ottimale di acquisto online.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="http://mashable.com/2012/04/19/mobile-shoppers-trends-facts/">Mashable</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come promuovere le applicazioni mobile su Web, Facebook e Twitter</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[mobile apps marketing]]></category>
		<category><![CDATA[promozione applicazioni mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Il settore delle applicazioni mobile è ancora in forte crescita: nonostante i giochi per mobile stiano rallentando la loro corsa, altre app stanno invece letteralmente esplodendo in questo periodo, per cui siamo ancora in una fase di boom. Ne è testimone anche il fatto che il Google Play Store abbia raggiunto le 500mila applicazioni, mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il settore delle applicazioni mobile è ancora in forte crescita: nonostante i giochi per mobile stiano rallentando la loro corsa, altre app stanno invece letteralmente esplodendo in questo periodo, per cui siamo ancora in una fase di boom. Ne è testimone anche il fatto che il Google Play Store abbia raggiunto le 500mila applicazioni, mentre App Store di Apple è a quota 600mila. Sviluppare applicazioni per smartphone e tablet è quindi un ottimo investimento, anche se <strong>il semplice sviluppo non basta</strong>: occorre infatti far sì che gli utenti scarichino le app e soprattutto le usino.</p>
<p>Nel <a href="http://blog.smashapp.com/">blog di Smashapp</a> hanno svolto una interessante indagine su quelle che sono le pagine Web, pagine Facebook e profili Twitter <strong>delle dieci applicazioni più scaricate</strong>, in modo da trovare indicazioni utili a tutti coloro che vogliono sfruttare questi mezzi per promuovere la propria applicazione tra gli utenti. In modo da rispondere a domande come:</p>
<p>• è davvero importante avere una landing page ottimizzata?<br />
• Tutte le app devono avere un profilo Facebook?<br />
• Qual è il ruolo di Twitter in tutto questo?</p>
<h2>Web, Facebook e Twitter: ad ognuno il suo ruolo!</h2>
<p>Per quanto riguarda la pagina web, si legge spesso che le applicazioni, o in generale i prodotti e i servizi che si vogliono promuovere, devono avere una <strong>landing page ottimizzata</strong> che consenta il maggior numero di conversioni: quindi con pochi e chiari elementi, testi di grande qualità e call to action ben piazzate e visibili. Eppure, tra le prime dieci applicazioni, lo scenario è il seguente:</p>
<p>• 5 avevano in effetti una pagina speciale (landing page) dedicata, con immagini, ottimi testi, ecc;<br />
• 1 aveva una landing page costituita però solo da un link a Play Store, App Store e i pulsanti di condivisione sui social media;<br />
• Negli altri 4 casi le landing page non erano particolarmente ottimizzate: contenevano in 2 casi la versione online del gioco, in un caso la lista completa delle app dello sviluppatore, in un caso uno shop online di gadget legati al gioco (l’app di quest’ultimo caso è Angry Birds).</p>
<p>Non c’è una spiegazione convincente per questa varietà di strategie, anch se si potrebbe dire che <strong>all’inizio del ciclo di vita dell’applicazione</strong> è bene avere una landing page ottimizzata che mi converta il maggior numero possibile di utenti in clienti. Una volta che invece l’applicazione è popolare e non ha più bisogno di conversioni, allora è utile sfruttare la sua popolarità per promuovere altre app dello sviluppatore o indirizzare gli utenti verso uno shop online che sfrutta appunto un brand già affermato.</p>
<p>Per quanto riguarda invece Facebook, potrebbe essere ancora più importante di una pagina web. Mentre quest’ultima, soprattutto all’inizio, deve creare conversioni, la <strong>pagina Facebook</strong> deve generare engagement, visto che l’utente accede più volte al giorno sul social network, mentre la pagina web dell’applicazione, con ogni probabilità, viene visitata una sola volta. Eppure, la decima tra le applicazioni più scaricate ha una pagina Facebook (Pimp Your Screen) poco usata e con circa 200 likes. Ed è proprio da questa pagina che si capisce l’errore che non deve essere fatto: la pagina Facebook deve essere relativa alla singola applicazione, non allo sviluppatore: nel caso di PimpYour Screen la pagina è infatti aziendale (Apalon), mentre le pagine dedicate alle singole app hanno decine di migliaia di fan.</p>
<p>Per quanto riguarda infine Twitter, questo può essere il mezzo migliore per generare buzz. Ed è con il <strong>profilo Twitter</strong> che invece gli utenti cercano aggiornamenti non tanto sulla singola app, quanto sulle novità dell’azienda, dello sviluppatore. Insomma, le pagine web sono da usare per le conversioni e per sfruttare il brand a seconda del ciclo di vita dell’applicazione, la pagina Facebook per creare engagemente sull’applicazione, il profilo Twittere per generare buzz sullo sviluppatore e su nuovi prodotti.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="http://blog.smashapp.com/2011/05/20/how-to-promote-paid-iphone-apps-webpages-facebook-and-twitter/">Smashapp</a></p>
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		<title>Pubblicità mobile per le piccole aziende locali: alcuni consigli</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 10:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[aziende locali]]></category>
		<category><![CDATA[mobile per local business]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si tratta di investire soldi in pubblicità, le attività locali sono spesso restie ad investire sui media digitali. Annunci sui giornali cartacei, volantini, locandine e manifesti cartacei sono spesso la soluzione più gettonata, forse perché più tradizionale e perché&#8230; è difficile calcolarne l&#8217;inefficacia! Si tratta è vero di mezzi consolidati, ma oggi i media [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si tratta di investire soldi in pubblicità, le attività locali sono spesso restie ad investire sui media digitali. Annunci sui giornali cartacei, volantini, locandine e manifesti cartacei sono spesso la soluzione più gettonata, forse perché più tradizionale e perché&#8230; è difficile calcolarne l&#8217;inefficacia! Si tratta è vero di mezzi consolidati, ma oggi i media digitali offrono soluzioni importanti. Una di queste è <strong>Google Adwords</strong>, fors euna delle più importanti, che però un local business potrebbe trovare dispersiva: non è facile emergere in query competitive (se non pagando un alto prezzo per click) e forse è più difficile raggiungere l&#8217;utenza esclusivamente locale.</p>
<p>E&#8217; anche per questo che sta emergendo la pubblicità su Facebook, dove si può scegliere di far vedere i messaggi pubblicitari solo a coloro che vivono in una determinata zona. Ma ancora di più emerge la potenzialità della <strong>pubblicità mobile per promuovere le attività locali</strong>: si può infatti sfruttare la geolocalizzazione, resa possibile dai gps integrati negli smartphone, per indirizzare la pubblicità a coloro che si trovano all&#8217;interno di un&#8217;area molto precisa!</p>
<h2>I consigli per creare pubblicità mobile</h2>
<p>A livello di mezzi, va detto che oggi esistono alcune piattaforme specializzate nel mobile advertising, tuttavia si possono sfruttare piattaforme generaliste (come Twitter) adatte ad aziende di qualsiasi dimensione. Come tipologia di pubblicità, quando si pensa ai media digitali viene in mente l&#8217;ormai famosissimo pay-per-click di Google Adwords, che funziona benissimo con l&#8217;online, ma non altrettanto bene via mobile: è stato infatti stimato che quasi <strong>la metà dei click su annunci mobile</strong> è avvenuta per sbaglio. Insomma, prima di scegliere una campagna mobile, bisogna pensare che con un pay-per-click circa la metà del budget potrebbe andare in fumo.</p>
<p>È importante poi scegliere l&#8217;ambiente in cui si va ad inserire la pubblicità: meglio nel mobile web o nelle applicazioni? La seconda soluzione è probabilmente al migliore, se non altro per il fatto che gli utenti smartphone passano circa <strong>un&#8217;ora e mezzo al giorno nelle applicazioni</strong>, mentre, in proporzione, l&#8217;uso del mobile web sta calando. E se non siete ancora convinti della forza delle app, pensate che entro il 2014 saranno scaricati circa 77 miliardi di applicazioni!</p>
<p>Che tipo di messaggio pubblicitario scegliere? Questo dipenderà molto dalla fantasia dell&#8217;agenzia pubblicitaria, tuttavia alcune indagini hanno rilevato che l&#8217;utente mobile preferisce offerte e coupon rispetto ai classici <strong>annunci o ai video pubblicitari</strong>. Questo non significa che sia importante variare e raggiungere l&#8217;utente attraverso i vari media: non solo mobile, ma anche email marketing, social media marketing e, perché no, uso dei codici QR.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="http://mashable.com/2012/04/20/diy-mobile-advertising-tips-smbs/">Mashable</a></p>
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		<title>È la Cina lo stato con più attivazioni di Android e iOS</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 22:11:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[attivazioni android]]></category>
		<category><![CDATA[attivazioni ios]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino ad oggi il paese di riferimento sul mondo degli smartphone erano gli Stati Uniti: sono loro infatti il mercato con la maggiore base installata, ma anche con il maggiore numero di attivazioni giornaliere e mensili. Fino ad oggi, appunto. È infatti la Cina adesso il mercato più grande, almeno quanto ad attivazioni giornaliere. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino ad oggi il paese di riferimento sul mondo degli smartphone erano gli Stati Uniti: sono loro infatti il mercato con la maggiore base installata, ma anche con il maggiore numero di attivazioni giornaliere e mensili. Fino ad oggi, appunto. È infatti la Cina adesso il mercato più grande, almeno quanto ad attivazioni giornaliere. A rivelarlo sono i dati di Flurry, che mostrano come tra febbraio e marzo 2012 sia avvenuto un sorpasso storico: la somma delle attivazioni mensili di smartphone con piattaforma <strong>Android o iOS è stata superiore in Cina</strong>, che ha superato quindi gli Stati Uniti.</p>
<p>Ancora per un po’ gli USA saranno naturalmente il mercato di riferimento: sono americane le principali piattaforme, è il mercato americano a manifestare per primo le tendenze future, è sul mercato americano che si concentrano gli analisti e si raccoglie il maggior numero di dati: anche perché la base installata di smartphone con i sistemi operativi di Apple e Google è ancora superiore in America. Però, se la crescita cinese continuerà così, anche la base installata cinese diventerà presto la prima al mondo, anche se per ora è “solo” la metà di quella USA. Però, come si vede dal grafico che segue, <strong>la forbice tra USA e Cina si sta allargando</strong>: potremo vedere solo nei prossimi mesi se questo trend sarà confermato.</p>
<p><a href="http://www.apps-builder.com/news/it/files/2012/04/cina-attivazioni-smartphone.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-234" src="http://www.apps-builder.com/news/it/files/2012/04/cina-attivazioni-smartphone.jpg" alt="Grafico sulle attivazioni di Smartphone Android e iOS in Cina e USA" width="550" height="372" /></a></p>
<h2>Gli investimenti si spostano verso Est</h2>
<p>I nuovi dati stanno già spostando gli interessi del mercato verso Oriente: <strong>gli sviluppatori prima di tutto vedono nel mercato cinese</strong>, presto il più grande al mondo, come una ghiotta opportunità per allargare i propri profitti. Il PIL cinese infatti viaggia ancora a ritmi vertiginosi e la classe media, che può permettersi smartphone di fascia medio alta e di usare massicciamente le applicazioni, è in continuo aumento. Infatti l’economia degli smartphone è strettamente legata a quella delle app ed è anche in questo settore che la Cina mostra numeri interessantissimi.</p>
<p>Se prendiamo la crescita delle “app session”, ossia del <strong>numero delle sessioni d’uso delle applicazioni</strong>, la Cina è al primo posto al mondo. Si tratta infatti di un dato molto significativo per gli sviluppatori di applicazioni, che vedono in questo un motivo un più per investire in questo paese. Tra il primo trimestre del 2011 e il primo trimestre del 2012, la crescita delle app session è stata in Cina superiore al 1100%, seguita in questa speciale classifica da Argentina (599%), Filippine (546%) e poi da Russia, Belgio, India, Israele, Arabia Saudita, Thailandia e Turchia: insomma, praticamente tutti paesi in via di sviluppo, per la maggior parte asiatici.</p>
<p>Al di là della distribuzione del mercato e delle aree di maggiore crescita, quello che registra Flurry è che il mercato delle applicazioni mobile sta crescendo a ritmi mai visti prima e sta conquistando mercati sempre nuovi. In effetti, il <strong>tasso di adozione di questa tecnologia</strong> è superiore a quelli visti per i computer e per Internet: la crescita della diffusione degli smartphone è infatti almeno quattro volte più grande di quella registrata con i computer negli anni ’80 e due volte più grande di quella verificatasi negli anni ’90 con Internet.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="http://blog.flurry.com/bid/83261/China-Now-Leads-the-World-in-New-iOS-and-Android-Device-Activations">Flurry</a></p>
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